La storia del Thanner

GIAN PAOLO THANNER – Cenni biografici

Gian Paolo Thanner nacque probabilmente a Cividale nel 1475. Suo padre, Leonardo, pittore ed intagliatore immigrato dalla Baviera in Friuli, fu il suo primo maestro.

Dopo aver eseguito alcuni lavori nella cittadina di Cividale si spostò a Tarcento intorno al 1510, dove si sposò ed aprì la propria bottega artistica.

Il catastrofico terremoto del 1511, che danneggiò gran parte delle chiese della zona collinare, gli fornì le prime occasioni di lavoro, inizialmente nei dintorni di Tarcento (Segnacco, Racchiuso, Monteaperta).

Grazie a questi primi lavori si fece conoscere ed iniziò ad operare anche in altri comuni friulani (Premariacco, Tricesimo, Qualso, Ramandolo, Nimis, Reana, Primulacco) e si spinse addirittura fuori regione fino a Caporetto, in Slovenia.

Probabilmente un buon numero di opere sono andate perdute con la scomparsa delle chiese che le ospitavano, come quella di Santa Maria la Bella a Gemona.

Vista la quantità delle commissioni, si ipotizza che la bottega del maestro fosse composta da un buon numero di aiutanti e di garzoni, compresi uno dei suoi figli, Francesco, e un nipote, Giovanni.

Thanner lavorò anche come intagliatore del legno, ma tutti i lavori in questo campo sono andati perduti, nonostante siano citati in alcuni documenti.

Nell’ultima parte della sua lunga vita ridusse gli incarichi più impegnativi, cioè l’affrescatura delle chiese, per dedicarsi alla più agevole pittura di pale d’altare, di cui restano esempi nelle chiese di Ronchis di Torreano e di Ribis.

L’unica vera eccezione di quest’ultimo periodo è il ciclo di affreschi di Vendoglio che, per la qualità artistica, rappresenta probabilmente il suo capolavoro.

THANNER A VENDOGLIO

Gian Paolo Thanner arrivò a Vendoglio ormai ottantenne, dove concluse la sua fortunata carriera con un affresco, purtroppo conservato solo in parte, che rappresenta probabilmente il suo capolavoro: una maestosa Crocifissione, con una Teoria di Apostoli nella parte inferiore.

Questo affresco, realizzato sulla parete di fondo del coro della vecchia parrocchiale,  è stato staccato e restaurato dopo il terremoto del 1976; attualmente è collocato nella navata sinistra della nuova Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo a Vendoglio.

Dipinse inoltre le pareti laterali del coro, dove restano pochissime tracce, e la volta, i cui affreschi sono stati restaurati e riposizionati nella sede originale.

La paternità dell’opera, non firmata dall’autore, è confermata da un documento conservato presso l’Archivio della Curia Archivescovile di Udine nel quale si intimano i camerari di San Michele in Vendoglio di scegliere un perito per stimare i lavori eseguiti dal pittore “Joannes di Tarcento” al fine di liquidarne le competenze, che erano state oggetto di contestazione.

Questo documento consente di assegnare una data certa ai dipinti di Vendoglio, eseguiti ante 1555.

GLI AFFRESCHI DELLA VECCHIA PARROCCHIALE

Sulla piazza del piccolo borgo di Vendoglio si fronteggiano due chiese entrambe dedicate a San Michele Arcangelo.

La più antica, spalleggiata dall’unico campanile, è un edificio a navata unica risalente al 1300, rimaneggiata nel 1800 con la realizzazione della facciata attuale. Dopo la costruzione della nuova parrocchiale, è stata sconsacrata ed utilizzata in vari modi. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1976, è tuttora in corso di restauro.

L’interno della chiesa appare alquanto spoglio. In realtà dobbiamo immaginarla molto più decorata: il coro ospitava sulla parete di fondo il grande affresco della Crocifissione e probabilmente le pareti accoglievano una Teoria di Apostoli completa di cui resta solo la parte centrale (conservata nella nuova chiesa) e varie figure di santi di cui restano pochi frammenti.

Solo la volta sopra il coro e due lunette lungo la navata conservano ancora i dipinti di Gian Paolo Thanner.

Le figure si distribuiscono sulle vele della volta secondo uno schema tipico di Thanner.

Si riconosce la figura del Padre Eterno in atteggiamento benedicente con un globo bianco in mano nel quale si intravede un paesaggio.

Sono dipinti alcuni santi, tra i quali il patrono della chiesa, San Michele Arcangelo, alato e con una lancia in mano (secondo l’iconografia tradizionale) e San Giorgio, il santo guerriero, su un cavallo e con lo scudo crociato in mano.

Vi sono profeti e angeli cantori musicanti che reggono dei cartigli con parole di inni sacri.

Si riconoscono inoltre i quattro simboli degli evangelisti: l’angelo di Matteo, il leone alato di Marco, il toro alato di Luca e l’aquila di Giovanni. Ognuno reca un cartiglio con i primi versi in latino del relativo Vangelo.

Tutte le figure sono dipinte con colori accesi e spiccano su un fondo blu cobalto, che veniva ottenuto macinando il lapislazzulo, una pietra preziosa proveniente dall’Oriente che lo rendeva il colore più costoso dell’epoca, segno che la comunità di Vendoglio non aveva badato a spese.

Rispetto all’affresco conservato nella nuova parrocchiale, le figure della volta risultano più rigide, meno “vive”, con tratti più stereotipati e imprecisi.

IL CAPOLAVORO DI GIAN PAOLO THANNER

La nuova parrocchiale, in stile neogotico, che si erge imponente sopra la piazza di Vendoglio, ospita quello che è considerato il miglior lavoro di Gian Paolo Thanner: un unico affresco suddiviso in due scene e realizzato per decorare la parete di fondo del coro della vecchia parrocchiale; qui collocato nel 2000 in attesa di essere riportato nella sede originale una volta completati i lavori di restauro del fabbricato.

Nella  parte superiore è raffigurata una Crocifissione.

Al centro è dipinto Gesù con ai piedi le Pie Donne (Maria e la Maddalena) e San Giovanni Apostolo. Ai lati del Crocifisso si trovano i due ladroni (molto rovinati, soprattutto il destro).

Dietro queste figure, in secondo piano, si vedono numerosi soldati a cavallo, vestiti con armature da cavalieri medievali. Sullo sfondo è dipinta una grande città bianca, circondata da alte mura; questa è la visione di Gerusalemme che poteva avere nel Cinquecento un pittore che probabilmente non era mai uscito dai confini della regione. Le montagne che compaiono alle spalle della città sono probabilmente quelle che si possono vedere da Vendoglio, guardando verso nord-est.

In queste figure si nota la grande capacità del pittore di rappresentare i corpi, in particolare quello di Gesù, e la cura nel dipingere le vesti. I volti sono tra i più espressivi mai dipinti dall’artista nella sua lunga carriera.

Nella parte inferiore è rappresentata una Teoria di apostoli di cui restano solamente cinque figure, inserite all’interno di una cornice architettonica dipinta con grande abilità prospettica, come si può notare dal pavimento di marmo e dal soffitto a cassettoni di legno. Sullo sfondo appaiono gli alberi di un bosco o di un grande giardino.

Come sempre nella pittura di Thanner, ma anche di altri artisti, i Santi sono resi riconoscibili da degli oggetti che li caratterizzano.

La prima figura a sinistra è quella di Sant’Andrea (identificato dalla croce a X). La seconda figura è quella di San Giacomo “Maggiore” (con il bastone da pellegrino e una lunga bisaccia). Al centro c’è San Tommaso (con una squadra da muratore). Ancora più a destra sono San Filippo (con una croce d’oro) e infine San Bartolomeo (con un coltello ricurvo).

Gli apostoli indossano abiti molto preziosi, dipinti con grande attenzione per i panneggi e per i tessuti.

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